Analisi Antropologica dell’Homus Romanaro

(English Version here)

Dopo anni di lunghe osservazioni scientifiche, sia nel mondo reale che nel web, ho finalmente deciso di condividere parte dei miei studi di antropologia urbana sull’Homus Romanaro. Avendo già analizzato il bigottismo culinario dell’italiano medio in questo post, ho pensato giusto concentrarmi sugli abitanti della capitale. La prima perplessità che uno studioso come me affronta nell’avventurarsi nell’affascinante habitat romano viene posta dall’incredibile capacità del suo cittadino medio di giustificare con facilità palesi deviazioni da standard etici altrimenti universali.

Come forse saprete, la nostra specie è spesso colpevole di utilizzare, a livello prevalentemente subconscio, un sistema di difesa psicologico chiamato “razionalizzazione”: confrontati con un’accusa o una verità scomoda, che mette in questione la nostra persona e le nostre azioni, siamo soliti creare complessi sistemi di giustificazioni volti a difendere questo nostro comportamento e sopprimere la necessità di cambiamento. Le razionalizzazioni sono tipiche, ad esempio, di quegli individui che hanno dipendenze: tanti sono i casi di alcolizzati che, se confrontati, affermano di averne bisogno “per riscaldarsi” in inverno, “per digerire” e così via; o dei tanti tabagisti che ti menzionano il parente che gode, anche se passati i 100 anni, di ottima salute fumando più pacchetti al giorno; o dei vari tossicodipendenti che affermano di farlo “per noia”, o “per il sapore” di una certa droga.

Condivido quindi ora con voi parte dei miei appunti sulle razionalizzazione più comuni riscontrate nelle varie sezioni commenti del web:

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Il Bidetistama noi c’avemo er Bidet!” In teoria ci sarebbe molto da imparare da altre realtà cittadine, e i vari post che paragonano Roma ad altre città dovrebbero essere oggetto di grande attenzione. Non per il Bideista. Il fatto che abbiamo quella vaschetta in più nei nostri bagni implica che non abbiamo niente da imparare dalle altre barbare civiltà . Il bike sharing funziona in ogni città eccetto Roma? “Ma noi c’avemo er Bidet!” Le strade sono molto più pulite? “Ma noi c’avemo er Bidet!” Mafia capitale? “Ma noi c’avemo er Bidet!”

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Parcheggio alternativo a Piazza Mazzini

L’onnipresentema a Roma nun ce so’ parcheggi!” (quindi posso parcheggiare in tripla fila, sul marciapiede o sopra alla sedie a rotelle del disabile che sta portando a spasso la figlia con passeggino). Semplice ed ovvia razionalizzazione: per giustificare il suo parcheggio criminale, purtroppo tollerato e incoraggiato dall’assenza di controlli, l’Homus Romanaro inveisce contro un’ipotetica mancanza di parcheggi. Quando gli viene fatto notare che i parcheggi ci sono, ma si trovano ad una distanza che implichi un utilizzo della propria forza motrice per un tempo maggiore ai 30 secondi, ripete il motto “a Roma nun ce so’ parcheggi” con più veemenza, nella speranza di consumare quelle calorie che risparmia con i suoi parcheggi innovativi.

E’ allo stesso modo inutile fargli notare che sarà sempre vero che “a Roma nun ce so’ parcheggi”, poiché se aumentassero i parcheggi più gente prenderebbe/comprerebbe ulteriori maghine, ristabilendo la presunta e ipotetica scarsità di parcheggi, ma peggiorando ulteriormente il traffico romano.

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Foto palesemente photoshoppata

Il negazionistama a roma i mezzi nun funzioneno!” (quindi prendo la maghena anche per fare la spesa sotto casa, per portare mio figlio 34enne all’università, o per andare a comprare una seconda maghena nel caso la prima maghena non funzioni; e qualunque cosa contrasti l’uso della maghena, aiutando i mezzi che nun funzioneno a funzionare, è un affronto alla mia persona/maghena). Razionalizzazione alquanto complessa, poiché implica la rimozione visiva dei tanti mezzi che non funzioneno pieni (tram e autobus; nella metro non s’addentra) che l’Homus Romanaro incontra durante le tante ore passate nella maghena.

L’esistenza di gente che si muove con i mezzi per lui/lei è impossibile, ed è solito razionalizzare il tutto tirando fuori la storia di quando ha provato a prendere i mezzi che non funzioneno, ma ha dovuto aspettare 4 ore la metro o l’autobus, visto che non funzionaveno; o cercherà di farti notare che nel caso specifico e raro del parente disabile, che deve portare con se attrezzatura astrospaziale per lavoro, il mezzo privato è necessario. Tipico meccanismo della razionalizzazione: usare l’eccezione per giustificare il tutto; con lo stesso ragionamento bucare una volta con la macchina, o perdere ore nel traffico per un incidente, dovrebbe giustificare l’abbandono totale della maghena.

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Gente magicamente arrivata sopra al colle più alto di Roma

L’anticiclistama Roma nun è una citta da bici!” (quindi mi indigno ogni volta che si parla di piste ciclabili, critico il comportamento dei pochi ciclisti che cercano di destreggiarsi nell’inciviltà romana, e mi oppongo a qualunque cosa possa rendere Roma una città da bici). Questa razionalizzazione ha radici profonde, che iniziano precisamente nella 3a elementare, quando l’Homus Romanaro è costretto ad imparare a memoria i nomi dei 7 colli, che scorderà subito in 4a elementare, ma che rimarranno comunque impressi nel subconscio come incancellabile barriera urbanistico-orografica della città. Fargli notare che Roma non è la sola città con dislivelli è inutile (li inviterei ad andare a Parigi o magari a Dublino e farsi la salita da O’Connel street a Phibsborough in un fiato, come fanno tanti), lui/lei continuerà, aiutandosi con Wikipedia, a nominarti i suoi amati 7 colli. Prendere la bici, che ha spesso una velocità urbana effettiva più alta della maghena del romanaro, è quindi un insulto a queste sacre alture.

(abbiamo già parlato qui dell’odio del romano medio per i ciclisti)

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e mo?

L’ormai confusoma è corpa de Marino!!Per lui la città era in mano ad un tiranno che, in due anni, l’aveva gettata nel anarchia più totale, rendendola un luogo dove i normali giudizi morali non potevano essere applicati. Dopo aver festeggiato le dimissioni del sindaco suonando il clacson e derapando contromano a piazza Venezia per 2 ore e mezza, è stato assalito dal vuoto esistenziale dato dalla ricomparsa di qualche principio morale. Dopo esser stato uno dei maggiori esponenti del gruppo di cittadini che richiedeva il ritiro dele dimissioni ed un suo ritorno, sta ora facendo corsi di dizione per aggiornarsi al più difficile “ma è corpa da’a Raggi!

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Il razionalizzatore jollyma i politichi rubeno!!”. Valida per giustificare qualunque comportamento, dalla sosta selvaggia alla vita malavitosa (utilizzata in TV dai Casamonica, non a caso): è un utilissimo jolly per l’Homus Romanaro che non ha un altra razionalizzazione più specifica pronta al momento. Attenzione:i tentativi di fargli notare l’ovvia fallacia logica di tale ragionamento citando famosi filosofi della Antica Grecia, e menzionando i grandi testi dell’etica dell’epoca, può portare il soggetto a rispondere con un “aho ma quelli erano tutti frogi!”.

Siamo quindi di fronte ad un complesso fenomeno psicologico che ha radici profonde e tenaci nella mente dell’Homus Romanaro. Sarei felice di aver descritto delle semplici e divertenti curiosità cliniche, ma vorrei ricordare che i soggetti descritti sono purtroppo dei convinti elettori che esigono dei rappresentanti che condividano le loro posizioni psicotiche, o che perlomeno gli consentano di continuare ad utilizzare la razionalizzazione jolly. Uso forse un romano un po’ forzato per esigenze scientifiche, ma questo non vuol dire che mi riferisco ad un gruppo sociale in particolare: l’Homus Romanaro non ha classe sociale specifica, può essere, purtroppo, un coatto di borgata come un pariolino o un altezzoso indigeno della Balduina.

10 thoughts on “Analisi Antropologica dell’Homus Romanaro

  1. MI scusi sa, avrei voluto rispondere che trovo questo suo studio antropologico una “summa cazzatarum”, ma poi mi sono chiesto: non spererà che questo scritto venga preso sul serio? Perché – a mio modesto parere – quanto da lei scritto e anche il suo stile denotano più livore che una disamina oggettiva.

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    1. La tua risposta. Giovanni Pellegrini, è la conferma della validità dello studio. Non resta che augurarti “buon bidet”

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