Di Maio e le chiusure domenicali: come la teoria economica da ragione al pentastellato

Grandi polemiche per l’affermazione di Di Maio, secondo il quale l’apertura nei giorni festivi non ha aumentato le vendite dei negozi ma ha solo creato problemi alle famiglie. Mentre abbiamo spiegato il perché la liberalizzazione del mercato dei taxi – assurdamente contrastata dal movimento 5 stelle-  sarebbe cosa buona e giusta poiché mettererebbe fine a un inefficiente oligopolio cartellista, la teoria economica suggerisce che il libero mercato non necessariamente porta all’ “ottimo sociale” per quanto riguarda la competizione su orari e collocazione dei negozi.

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Uno dei primi esempi che si studiano in economia nei corsi di Teoria dei Giochi consiste nell’ipotetica competizione data da due venditori di gelati su un tratto di spiaggia. Riassumendo la simpatica animazione fatta da TED talks, l’ottimo sociale implicherebbe la disposizione dei venditori nei punti A e C (in foto), visto che ridurrebbe al minimo la distanza che i clienti dovrebbero percorrere per il tanto ambito calippo. Vi è però l’incentivo per entrambi i venditori a spostarsi verso il centro, in modo da attrarre nuovi clienti grazie alla maggiore prossimità; l’equilibrio di Nash, o l’equilibrio di mercato, vedrebbe infatti i due venditori posizionati uno accanto all’altro nel punto B. La competizione non porterebbe quindi un aumento delle vendite ma costringerebbe solamente i bagnanti a camminare più a lungo sotto il sole cocente.

La situazione è molto simile per quanto riguarda gli orari di apertura dei negozi, visto che anche qui la competizione porta ad una deviazione dall’ottimo sociale senza alcun beneficio per i venditori. Bisogna infatti partire dall’ovvio presupposto che la relazione tra orari di apertura e consumi non può essere lineare: il quantitativo di cibo che una persona consuma nell’arco di una settimana può aumentare solo in maniera molto limitata se si ha maggiore accesso a un supermercato, poiché i bisogni sono comunque più o meno costanti in quanto vi sono limiti dati dalla natura.

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La competizione sugli orari di apertura presenta quindi una situazione simile a quella del famoso Dilemma del Prigioniero. Facciamo un breve esempio, analizzando quattro possibili situazioni, in ordine di preferenza, che un venditore A in competizione con B sugli orari di apertura affronterebbe:

  1. Solo A aumenta gli orari di apertura. Profitto A: 70; profitto B: 20. I costi maggiori di A sono più che compensati dalle maggiori entrate.
  2. A e B non aumentano gli orari di apertura. Profitto 50 per entrambi. Entrate inalterate ma costi non incrementati.
  3. Entrambi aumentano gli orari di apertura. Profitto 30 per entrambi. Entrate inalterate ma costi incrementati.
  4. Solo B aumenta gli orari di apertura. Profitto A: 20; profitto B: 70. I costi di A rimangono costanti ma B ruba clientela facendo abbassare le entrate.

E’ ovvio – in questo esempio puramente teoretico come un po’ tutti i modelli economici – che l’ottimo sociale sarebbe dato dalla situazione 2, in cui entrambi i venditori non aumentano i propri  orari di apertura: il profitto, sia totale che individuale, è massimizzato e anche la produttività dello staff è più alta. Non è però l’ “Equilibrio di Nash”, o l’equilibrio di mercato, visto che entrambi i venditori hanno l’incentivo ad aumentare gli orari, sperando di arrivare alla situazione 1. Aumentare gli orari è quella che si dice “strategia superiore” in quanto è quella che massimizza il profitto indipendentemente dalle scelte del competitor. L’equilibrio di Nash è dato dalla situazione numero 3, con costi maggiori ed entrate inalterate.

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Angolo rotture LIDL: chiuso anche la domenica

Cooperando, o avendo un agente esterno che impone di rimanere chiusi più a lungo, riuscirebbero ad aumentare la produttività e a mantenere bassi i costi. La tendenza a restare aperti sempre più a lungo è quindi un altro esempio lampante di fallimento del mercato, e non a caso anche paesi non proprio sovietici e dalla produttività lavorativa ben più alta della nostra, come la Germania, hanno regole ferree sugli orari di apertura (provare a trovare un supermercato aperto la domenica a Berlino per credere!)

Ascoltatore della Zanzara vuole la domenica libera

A differenza di Di Maio, mi sono limitato alla solasola analisi economica, ma non penso sia difficile condividere il suo parere sull’utilità sociale e umana dell’avere un giorno libero prestabilito per tutti. Non è un caso che, nel corso della storia, varie società o religioni abbiano imposto un giorno di riposo “forzato” a tutti i propri membri: a parte una minoranza ben retribuita che manda avanti i servizi essenziali, questo semplice accordo sociale permetterebbe a tutti – compreso il povero Luigi da Cosenza, l’ascoltatore della Zanzara disperato perché non riesce a trovare compagni per un aperitivo-  di condividere il proprio tempo libero con amici e famiglia.

(Se volete godervi anche voi un bell’aperitivo domenicale in compagnia, mettete like su Facebook o seguiteci su Twitter)

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