L’Ipocrisia delle “Donazioni” di Numeretti alle Poste

Anche oggi, come mi accade quasi ogni volta alle poste, mi è capitato di dover litigare per una pratica italica che trovo tanto stupida quanto incivile, sopratutto perché mascherata da atto di altruismo e bontà.

Può capitare, certo, di non dover più utilizzare i propri numeretti, sia perché dopo ore di attesa si deve rinunciare, per stenti, alla coda (vedi video), sia perché non è facile resistere alla tentazione di prendere più biglietti premendo i vari bottoni colorati e luminosi della macchinetta. E buttare un pezzo di carta in un cestino è spesso troppo difficile, molto meglio fare un bel gesto di umanità e donare il numeretto alla prima faccia simpatica che si incontra, possibilmente all’uscita e all’ultimo arrivato alle poste, regalandogli un sorriso per la lunga fila saltata.

Peccato che la file alla posta è quello che in economia si chiama un “gioco a somma zero”: il guadagno o la perdita di un partecipante ad una fila è perfettamente bilanciato dalla perdita o guadagno di un altro partecipante. Facendo passare avanti nella fila qualcuno si fa inevitabilmente retrocedere qualcun altro.

La fila con il numeretto sarebbe infatti una piccola oasi di uguaglianza e semplicità, in un mondo inutilmente complesso e ingiusto. Ispirato dall’assioma etico del “first-come, first-served” è un semplicissimo sistema che, se rispettato, assicura che chi arriva prima viene servito prima, indipendentemente da conoscenze, estrazioni sociali o credi politici e religiosi. Il sistema comporta due passaggi elementari:

  1. Prendere il proprio numeretto 
  2. Aspettare che il proprio numero venga chiamato

Ci si può quindi sedere in tranquillità a leggere un libro o chiacchierare con la vecchia logorroica di turno.

Dando il proprio numeretto a qualcun altro l’uguaglianza e la semplicità del sistema viene meno: l’ultima arrivata può avanzare davanti a tutti solo perché particolarmente scosciata; la vecchietta logorroica senza niente da fare tutto il giorno può ricevere in donazione un numeretto e saltare, a malincuore, la fila. Chi arriva prima non viene più servito prima e la meritocrazia viene sostituita da favoritismi arbitrari , come nel resto della penisola.

poste-italiane-fila

Come per quanto riguarda l’avversione al pagamento alla romana, o le lamentele ai cassieri sempre privi di cambio, anche la critica a queste donazioni ipocrite viene spesso accolta da accuse di bacchettonismo insensibile. D’altronde, argomentano questi pseudo-filantropi, loro stanno facendo solo un favore disinteressato ad uno sconosciuto, il quale riceve gratuitamente il loro prezioso numeretto che gli permetterà di saltare una triste fila. Spero però di non essere il solo bacchettone a vedere anche l’altra faccia della medaglia, data dallo sfregio che si fa a chi è più in avanti nella fila, e dalla creazione di interferenze in un sistema tanto semplice quanto efficiente.

(Per altri post scritti da bacchettoni insensibili seguici su Facebook o Twitter)

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