Le Domande Più Assurde sui Gruppi Facebook – Premio Aprile 2017

Grazie ai gruppi Facebook siamo ora un po’ meno soli: perfetti sconosciuti possono aiutarci nelle nostre più intime scelte di vita, indirizzandoci abilmente con spregiudicate dritte finanziarie,  improvvisando avventurosi consigli sentimentali o spronandoci verso improbabili percorsi professionali. C’è però chi ne approfitta e pubblica domande e lamentele che sarebbe meglio restassero private. Per questo abbiamo deciso di premiare le tre domande più assurde del mese:

dublino

 

In terza posizione abbiamo un italiano a Dublino, il quale crede di trovarsi in una situazione disperata. Certo, capita a tutti di abbellire il proprio CV con esperienze e skills non proprio reali – chi non è un “esperto nell’uso di Word, PowerPoint, Publisher, Excel” o programmatore amatoriale? – tanto poi se il datore di lavoro ci crede e ci assume possiamo sempre improvvisare dei corsi accelerati su Google, o tempestare di domande i vari gruppi Facebook.

Vogliamo però tranquillizzare il nostro caro amico emigrato e ricordargli che il Kitchen Porter, anche detto Sguattero Lavapiatti, ha quasi esclusivamente un’unica funzione: lavare i piatti. Anche se il nostro caro amico emigrato fosse così sfortunato da essere di origini aristocratiche e quindi non si fosse mai cimentato nell’uso di questa skill, siamo sicuri che affinerà in poco tempo l’antica arte del dishwashing.

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“C’è un posto economico o gratis dove posso fare test per le malattie sessulamente trasmettibili? Lo sto chiedendo per un amico!”

Domanda più che legittima da parte del nostro amico Expat: la primavera romana in tutti noi istinti riproduttivi sopiti e, con il Vaticano a due passi, usare le dovute precauzioni non è tanto garbato. Quell’ “asking for a friend!” è però meno credibile di un sequestro di Lapo Elkan. Secondo posto strameritato.

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Una simpatica Expat di Berlino si sente vittima di una vile discriminazione teutonica. Un bel giorno manda ad una cattiva azienda tedesca, che non aveva pubblicato nessun annuncio, una sua gentile email, in lingua inglese, nella quale chiede  se cercano personale. I crucchi fingono un minimo di umanità e rispondono nell’inferiore lingua straniera, dimostrando di conoscerla, ma solo per comunicarle che accettano esclusivamente madrelingua tedeschi.

L’expat berlinese vorrebbe giustamente che la conoscenza della lingua nazionale non fosse un criterio discriminatorio nell’assunzione del personale: l’azienda dovrebbe aggiornare la composizione dello staff o il target di mercato nazionale a seconda delle applications non richieste che arrivano nell’inbox del dipartimento di risorse umane.

Non possiamo darle consiglio su come procedere legalmente – ci avranno sicuramente pensato gli esperti del gruppo – possiamo però assegnarle, senza tanti indugi, il primo posto…sperando non accusi anche noi di discriminazione.

(Segnalateci altre domande assurde per il premio di Maggio su Facebook o Twitter)

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