Cos’è veramente un meme e perché gli italiani ne sbagliano la pronuncia?

“Meme” è una di quelle parole straniere per la quale bisognerebbe cercare di impegnarsi un minimo nel pronunciarla: Richard Dawkins, biologo e divulgatore scientifico che ha coniato il termine meno di 40 anni fa, ha espressamente specificato come volesse che la parola venisse pronunciata. Avendo lavorato per molto tempo come professore di inglese, oltre ad essere un po’ un fan di Dawkins, mi sento quindi in obbligo di correggere amici e conoscenti, o anche teenagers sconosciuti alla fermata dell’autobus, quando storpiano la parola e pronunciano /mè·me/ con un drilling improvvisato della pronuncia corretta, /miːm/ (con i due punti che allungano il suono della i; Dawkins usa la parola “cream” per far capire la cosa).

Se poi mi sono svegliato particolarmente pedante, mi posso pure dilungare sulla definizione originale della parola. È vero che la lingua è intrinsecamente democratica – il significato delle parole è dato dal loro uso, non dai dizionari – e che quindi non è proprio sbagliato dire che i meme sono ormai anche le immagini con battute su Bocelli, i video di Saluta Andonio, o le GIF di John Travolta. È importante però conoscere anche il significato originale, esposto nel libro più famoso di Dawkins, Il Gene Egoista, dove il meme viene definito come un qualunque elemento, non genetico, in grado di “replicarsi” e passare da un individuo all’altro.

Le diverse melodie cantate da uccelli della stessa specie nei differenti luoghi in cui si trovano, o anche le nostre tecniche di costruzione di case e lavorazione di vasi, sono quindi meme, in quanto sono in grado di diffondersi copiandosi da cervello a cervello, in maniera simile a quella che fanno i nostri geni. Anche la religione – la quale diventerà il nemico numero uno di Dawkins nei suoi successivi libri* – è da considerarsi un meme: essendo un insieme di idee attraenti che fornisce una serie di facili risposte a domande esistenziali complesse, si è diffusa rapidamente come un virus nelle menti di molte persone.

Finita la filippica ai poveri liceali in attesa del bus che non passa, concludo consolandoli con il fatto che sono tante le parole straniere pronunciate male da noi italiani**, e che comunque è inevitabile che la cosa accada. Quando però si tratta di un termine preso da un libro ritenuto da molti lo spunto per una “silenziosa e quasi immediata rivoluzione nella biologia”, al pari de L’Origine della Specie di Darwin***, potremmo forse cercare di fare uno sforzo in più.

(per altri post con correzioni pedanti, o meme Dawkiniani di vari tipo, seguici su Facebook o Twitter)

*La religione, secondo Dawkins, è nata solo perché si tratta di un meme utile e quindi dalla facile diffusione. Forse per evitare sconfinamenti nel campo politico, Dawkins esclude quindi che l’origine di religioni avvenga esclusivamente per facilitare lo sfruttamento di altri individui; si potrebbe però far notare al biologo che è tutt’ora possibile osservare la nascita di sette e religioni, da Scientology ai Testimoni di Geova, dove i fondatori hanno il solo obiettivo di arricchirsi sfruttando la stupidità di nuovi membri.

**In generale, siamo comunque meglio di spagnoli e francesi, visto che anche loro pronunciano male meme oltre a molte altre parole che noi più o meno azzecchiamo. Non parliamo poi dei russi: non solo pronunciano ogni parola inglese come se fosse russa, senza il minimo sforzo linguistico, ma cambiano anche lo spelling per facilitarne la lettura (per esempio business lunch viene scritto бизнес ланч, Biznes Lanch).

***Sia a Darwin che a Dawkins vengono però attribuiti troppi meriti, visto che entrambi non hanno tirato le loro teorie fuori dal nulla, ma hanno solo brillantemente rielaborato e reinterpretato idee e studi già presenti. Di Dawkins si può dire che abbia semplicemente reso popolari, e comprensibili a noi profani, i lavori di Hamilton e Williams; mentre lo stesso Darwin ammette che altri avevano sviluppato in parte la sua stessa idea, come Alfred Russel Wallace che lo precede nella pubblicazione, ma a cui, forse per il fatto di essere scozzese e socialista, non sono stati attribuiti molti meriti.

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