Come comprare un furgone camperizzato in Germania e immatricolarlo in Italia (pagando 30 euro di bollo l’anno e con assicurazione dimezzata)

Da meno di un anno sono anche io un orgoglioso proprietario di un furgone camperizzato, comprato a Berlino a settembre e immatricolato subito dopo qui in Italia. Visto che la cosa non è stata proprio lineare, volevo condividere la mia esperienza con chi volesse imbarcarsi in questa avventura ed evitare tante delle assurde limitazioni della burocrazia italiana, oltre a risparmiare qualche euro.

Camperizzare furgoni è molto popolare in questi ultimi tempi – come testimonia l’utilissimo gruppo Facebook “Furgoni camperizzati” con i suoi 8000 e passa membri – visto che permette a molti di acquistare un solo mezzo per usi diversi, adattandolo e personalizzandolo a seconda dei bisogni. Purtroppo però in Italia lo stato, invece di facilitare e contemplare questo nuovo bisogno da parte dei privati, ci crea problemi burocratici di ogni tipo: la camperizzazione deve essere provvisoria e smontabile su certi tipi di furgoni, l’omologazione autocaravan viene data solo in certi casi e a certe persone, e il camperista deve sottostare ad una serie di regole e limitazioni ormai datate.

In Germania si può invece immatricolare un po’ tutto come wohnmobile (wohnen = abitare), basta semplicemente mettere, anche provvisoriamente, un mobiletto, un letto e un fornelletto nel furgone. Se risultano wohnmobile sul libretto tedesco, verranno poi omologati autocaravan senza problemi qui in Italia (con 30 euro di bollo e assicurazione ridotta di molto)

Image result for tedeschi meme

Lasst Uns Beginnen…

Sapendo di dover passare 3 mesi in Germania per lavoro, ho iniziato quindi a preparami  all’acquisto leggendo i vari forum online e cercando di imparare un minimo di tedesco con l’ottima app Memrise*. Arrivato a Berlino inizio a contattare vari venditori su AutoScout24.de e  l’Ebay tedesco, esclusivamente per iscritto e in inglese, onde evitare conversazioni maccheroniche al telefono. Qui la prima battuta di arresto: quasi nessun venditore sembrava interessato ad un potenziale acquirente straniero, anche se comunicavo in quella che ritenevo essere ormai la lingua franca dei camperisti.

Dopo un paio di tentativi di conversazioni al telefono, di cui ricordo solo i  classici “NEIN, NEIN, NEIN” finali, mi ributto sullo scritto, questa volta però con Whatsapp. Sarà forse che è più difficile non rispondere a qualcuno con tutte quelle spunte multicolore, o la curiosità di provare ad usare l’app per qualcosa di effettivamente utile e non solo per chattare in gruppi organizzativi inconcludenti, ma finalmente qualcuno iniziava a rispondermi, in inglese, e a fissare appuntamenti.

Ne vedo una decina e decido di comprarne uno** da un simpatico rivenditore di lavatrici, passato a un camper più grande per eccessiva prolificità coniugale. Lascio 200 euro di deposito per bloccare la vendita, mi faccio dare una comunque inutile ricevuta improvvisata, e faccio il bonifico; vengo informato con whatsappata dell’arrivo dei soldi al conto tedesco pochi giorni dopo, ritorno quindi al centro lavatrici a ritirare chiavi/libretto e completare la transazione. Nessuna visita in uffici vari, carte bollate o tasse: il passaggio di proprietà è una folkloristica prerogativa nostrana.

da7450f2ecba3fbe1257e45e17d0a4d4.jpg

Teknischen Daten? Was Ist Das?

La parte più facile era stata fatta, però senza targhe provvisorie per l’espatrio mi trovavo solo con una costosa dependance vista lavatrici nella periferia di Berlino. Inizio la ricerca di un foglio con dei misteriosi Teknischen Daten, apparentemente necessari all’immatricolazione in Italia. Internet descriveva la cosa come semplice, bastava in teoria andare ad un ufficio “TUV” e chiedere questi Teknischen Daten, i quali venivano rilasciati anche in italiano se richiesto, magari anche con scatola di cioccolatini in omaggio. Il problema è che TUV sembra identificare una vasta gamma di uffici: ho passato una giornata intera visitandone una decina, ricevendo solo diverse sfumature di NEIN dai vari impiegati (uno di questi ha preferito palesare il mio errore alzandosi per picchiettare su uno dei tanti poster di treni presenti nell’ufficio).

Torno a casa umidiccio e rossastro – i vari giri venivano fatti tutti rigorosamente in bici, con Berlino che mi ha voluto regalare una simpatica giornata fatta di intervalli, quasi regolari, di sole cocente e pioggia a catinelle – e decido di rinunciare ai Teknischen Daten, tanto in qualche modo me la sarei sbrigata in Italia. Il giorno dopo vado alla motorizzazione e riesco a prendere un appuntamento in settimana. Mi presento la mattina in netto anticipo per trovare però una fila caotica, composta in prevalenza da zingari e popolazioni est europee di vario tipo, che alternavano tentativi di saltare la coda a consumazioni di cibi e bevande dalla dubbia commestibilità.

Arrivo finalmente allo sportello dove mi mandano ad un ufficio ai piani superiori (capisco dritte, terzo, e seguo la direzione dell’indice puntato in alto dell’impiegato); qui mi invitano a pagare una cinquantina di euro ad una macchinetta e tornare con la ricevuta; passo per un altro sportello a ritirare non so bene cosa e, dopo numerosi timbri e conversazioni in un misto di inglese, tedesco e italiano, oltre a simpatiche pantomime, esco dalla motorizzazione con le mie targhe provvisorie per l’espatrio.

967028879269efe49bf60e22e84ed455_vw-camper-van-tent-weknowmemes-camper-van-meme_530-506.jpeg
Alternativa più semplice ed economica?

Du Bist Klein in Der Van…

Con le mie targhe nuove mi ridirigo al furgone, dove le monto alla buona, butto la bici dentro al van, e mi dirigo verso casa. Mi godo il furgone con le targhe provvisorie per un paio di settimane, per poi tornare in Italia e affidarmi ad una agenzia per immatricolarlo. Certo, è possibile fare il tutto alla propria motorizzazione ma avevo già avuto la mia dose di burocrazia per l’estate, e non ero comunque sicuro che sarei riuscito a farlo da privato non avendo tutte le carte in regola (i misteriosi Teknischen Daten ancora mi aspettavano in qualche ufficio a Berlino, mentre nel contratto di vendita avevo il nome del secondo proprietario, diverso da quello originale sul libretto). Con 500 euro all’agenzia – i soldi risparmiati evitando il passaggio di proprietà – e una decina di giorni di attesa,  avevo il mio furgone camperizzato pronto e immatricolato autocaravan in Italia.

Insomma non è stato tutto facilissimo, la burocrazia tedesca è forse più logica e meno caotica ma comunque complessa e macchinosa, sopratutto se la si affronta con una conoscenza della lingua improvvisata con app o con sporadici incontri romantici sulla riviera romagnola. A parte i tanti NEIN dei vari burocrati teutonici e le tante frustrazioni, può però risultare un’esperienza simpatica, oltre che un ottimo punto di partenza per le tante avventure che il vostro furgone camperizzato vi regalerà.

(Per altri post su queste tante pseudo-avventure del nostro camperista, seguiteci su Facebook o Twitter)

*Ho lavorato come insegnante di lingue per molto tempo e trovo Memrise una delle migliori app nel campo, sopratutto per i livelli più bassi. Segue un metodo scientifico per l’accumulo di nuovi vocabolari, senza cercare di fare troppe cose insieme come altre app, tipo la più popolare Duolingo. Almeno all’inizio, acquisire i vocaboli elementari è la priorità ed è un lavoro di pura memorizzazione che l’app riesce a fare in maniera perfetta.

**Non mi dilungo sul come scegliere e valutare le condizioni del mezzo, anche perché sono andato un po’ a fiuto e su internet si trovano sicuramente guide più esaustive a riguardo

 

5 thoughts on “Come comprare un furgone camperizzato in Germania e immatricolarlo in Italia (pagando 30 euro di bollo l’anno e con assicurazione dimezzata)

  1. Ciao. Il post è molto interessante perché mi trovo in una situazione simile: sono in Germania a tempo determinato e vorrei comprare un furgone. È tutto molto chiaro, mi rimane una sola domanda da farti: quando hai comprato il mezzo a Berlino non hai dovuto fare nessuna assicurazione? Anche se sapevi che saresti rimasto li pochi mesi e poi saresti rientrato in Italia non è obbligatoria?

    Grazie mille

    Matteo

    Like

    1. Ciao! Sì, ne ho fatto una temporanea alla motorizzazione, dura sui 30 giorni. Ci sono degli stand privati fuori gli uffici dove stampano direttamente anche le targhe provvisorie
      Buona fortuna!

      Like

  2. Ciao ad entrambi.
    Nostalgica di un’ infanzia passata in un volswagen bianco e rosso, cercavo qualcosa del genere per le mie scorribande dolomitiche e campestri, ma i prezzi in Italia sono veramente proibitivi per cui stavo pensando di andare in Germania apposta per comprare un mezzo ed approfittare per salutare le amiche berlinesi. Peccato che loro vanno in bici di furgoni non sanno nulla!. Confermate la teoria che c’ è più scelta,sono più economici, organizzati e ( il massimo) se ne trovano pure a metano? Grazie mille
    Sara

    Like

    1. Ciao Sara! Sicuramente per Volkswagen c è più scelta, prova a vedere su autoscout.de per avere un idea.
      I prezzi, secondo me, sono più bassi e i km meno manomessi. Usano più sale quindi sono più arrugginiti… A metano non so…
      Buone scorribande!

      Like

  3. e se non sai una parola di tedesco e sei in Italia? c’e’ qualche agenzia/professionale che ti fa la intermediazione? ho cercato in internet ma non risponde nessuna… Voglio comprare in germania non tanto per il prezzo ma per la enorme scelta a disposizione, che in Italia ti la sogni. Si vendono pochissimi camper usati, pure vecchissimi e/o a prezzi da pavura.

    Like

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s