(Psico)Analisi di uno dei peggior giornalisti d’Italia

Ce ne sono di pessimi giornalisti nella nostra penisola, ma bisogna ammettere che David Parenzo sembra avere una marcia in più. E’ infatti in grado di far girare le gonadi a persone dalle posizioni politiche più disparate, riuscendo però in qualche modo ad aumentare la sua popolarità e le sue presenze televisive e radiofoniche, probabilmente grazie alle sue risapute doti di lecchinaggio. Nel tentativo di dare un quadro della triste situazione giornalistica del nostro paese, dove un personaggio (personaggetto?) come lui riesce a trovare spazi crescenti, cercheremo di riassumere la complessità del suo pensiero.

Bisognerebbe iniziare facendo una premessa e elencare le sue qualifiche, ma la cosa ci è alquanto difficile: anche se si atteggia ad intellettuale citando a caso nomi altisonanti, o si fa chiamare “Dottole” dalla sua filippina, Wikipedia ci dice che non ha lauree o qualifiche degne di tale nome.

Per capire la statura intellettuale del pensiero parenziano – quella fisica non sembra andare oltre il metro e mezzo – possiamo invece citare alcuni dei suoi idoli. Romano Prodi, meglio conosciuto come “il mortadella”, politico più insipido e insignificante che si possa ricordare, è da lui definito come “il miglior primo ministro che l’Italia abbia mai avuto. Altro suo idolo è George Soros, ritenuto grande filantropo e benefattore. Soros, uno speculatore finanziario, uno che ha fatto i miliardi senza aver mai generato ricchezza per nessuno, rubando invece soldi grazie a precise campagne speculative (il suo attacco al pound nel 92 è costato miliardi ai contribuenti britannici).

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Ex Comunista e amico dei lavoratori, vive nella Roma bene, quartiere Prati. Ogni giorno si dirige in zona Termini alla radio della Confindustria, in macchina, per partecipare al programma radiofonico la Zanzara. Google maps ci dice che tra Prati e Termini ci sono solo 5 chilometri e che in auto ci si mette meno che con la metro; Parenzo preferisce però parcheggiare in divieto di sosta sotto l’ufficio e chiedere ad un barista di fargli da palo, per poi insultare la polizia che cerca di fargli la multa (come abbiamo descritto in questo post, retwittato da Roma Fa Schifo e molti altri).

E’ ovviamente acerrimo nemico del Movimento 5 Stelle, colpevole di ogni male d’Italia anche se all’opposizione da pochi anni, additato come pericolosa formazione anti democratica da combattere. Non si professa sostenitore del PD ma ci risulta difficile menzionare una sua qualche critica verso Renzi e compagnia bella.

E’ duro anche con la destra di Salvini&co, soprattutto sulla questione immigrati. Il passato internazionalista alla “nostra patria è il mondo intiero” si fa sentire, tanto che afferma che non ci dovrebbero essere inutili e crudeli confini internazionali, e neanche limiti alla nostra accoglienza verso quelli che lui chiama “ricercatori di felicità”.

Il suo antifascismo militante si risveglia alle tante chiamate da parte di fascistoni che la Zanzara riceve, le quali scatenano insulti e pernacchie di vario tipo. Quando però l’interlocutore è qualcuno leggermente più importante – tipo la Mussolini o Borghezio –  le affermazioni fascistoidi vengono accolte con ironia e toni moderati. Da bravo professionista modera la propria aggressività giornalistica a seconda della quantità di potere che detiene la persona con cui ha a che fare.

E per quanto riguarda la conoscenza dell’inglese? Una persona che va a Strasburgo a fare l’inviato all’europarlamento dovrebbe forse conoscere quella che è ormai la lingua franca mondiale, giusto? Invece lui non è in grado di mettere due parole di fila senza coprirsi di ridicolo, come gli fa notare un simpatico ascoltatore della Zanzara.

Ovviamente è un sostenitore a spada tratta dello stato d’Israele. Questo faro di civiltà occidentale nel Medio Oriente, non ha quindi nessuna responsabilità nelle varie violazioni dei diritti umani di cui viene accusato da Onu e compagnia bella. La posizione è il risultato di un’attenta e imparziale analisi storica e politica della situazione; il fatto che lui sia ebreo non ha certamente niente a che fare con il suo essere filoisraeliano, e l’incapacità di vedere le atrocità commesse nei territori palestinesi non può essere quindi attribuita al classico prosciutto sugli occhi, visto che di maiale non ne mangia.

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Parenzo è però troppo illuminista e intellettualoide per professarsi religioso, ma ha comunque scelto di regalare una simpatica mutilazione genitale al proprio figlio qualche mese fa. Nonostante il crescente dissenso verso questa pratica barbara e inutile, con gli “intattisti” in America che si battono contro il suo diffondersi, lui continua imperterrito a difenderne le false giustificazioni igieniche e salutistiche. Anche qui il fatto che la circoncisione sia un obbligo scritto nel libro sacro della sua religione – in cui si condonano o si esaltano stupri, schiavismi e assassinii – non ha certamente avuto nessun ruolo nelle scelte del progressista David. 

Se da una parte abbiamo sottolineato il suo inesistente spessore giornalistico, non possiamo che stimarlo per le sue abilità di imitatore e intrattenitore: La Zanzara perderebbe molto senza i suoi “Dottole”, le sue imitazioni di Capanna o Feltri, e la crudele aulicità dei suoi insulti agli ascoltatori. Ci auguriamo però che si concentri su questa sua indole creativa, reinventandosi una futura carriera di comico e intrattenitore, e lasciando il mestiere di giornalista a gente più preparata e con un minimo di spina dorsale.  

(Se anche voi non siete proprio dei fan di questo pseudo giornalista, seguiteci su Facebook o Twitter)

 

 

 

 

 

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