(Psico)Analisi del peggior giornalista d’Italia

Dopo esserci addentrati nella palude del pensiero parenziano, ci sentiamo obbligati ad analizzare anche le posizioni del suo padrino radiofonico, Giuseppe Cruciani, storico conduttore della Zanzara e pseudo giornalista per varie testate. Anche qui non possiamo che rattristarci per la situazione giornalistica italiana, dove un personaggio come Cruciani riesce a godere di crescente popolarità radiofonica e televisiva.

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Per capire il (basso) livello intellettuale del venerato “Crux” possiamo iniziare col descrivere i suoi acerrimi nemici. I “nazi vegani” sono da sempre bersaglio delle sue crociate radiofoniche, con tanto di sgozzamento di conigli in diretta radio, o visite di agnellini in studio prima della mattanza di pasqua. Non siamo particolarmente simpatizzanti dei vegani , ma attaccarli e provocarli ad ogni occasione, come fossero il vero grande problema d’Italia, solo per aumentare facilmente gli  ascolti, non è proprio alto giornalismo. Senza contare che poi quando questi vegani – che in teoria dovrebbero soffrire di deficienze alimentari di ogni tipo – passano all’attacco, Crux Crucis mette in pratica le sue doti di jogger e scappa “come un coniglio” (per usare la similitudine tanto cara a Parenzo nella sua imitazione di Capanna)

Altra colonna portante del pensiero Crucianista (?) è il diritto alla difesa personale. Cruciani ripete anche lui l’assurdo mantra del “se qualcuno ti entra dentro casa, si ha tutto il diritto di sparare”. Sono molti gli ascoltatori della Zanzara che provano a fargli notare le tante reductio ad absurdum a cui si presta questa posizione: se un bambino entra nel tuo campo per rubare una mela è possibile sparargli? E se un parente vuole fare una sorpresa ed entra nella tua proprietà senza permesso? Cruciani non da una risposta precisa e continua invece a ripetere la stessa manfrina, aggiungendo che spesso non dovrebbe esserci neanche un processo: se c’è un morto nella tua proprietà è perché ti sei difeso dal ladro cattivo, qualunque indagine è inutile.

Il verbo di Cruciani non si limita però solo al campo politico e alimentare. Dai microfoni di Radio24 dispensa anche raccomandazioni igieniche: la doccia giornaliera non è necessaria (notare l’unto dei suoi capelli per credere) e lavarsi le mani dopo essere andati al bagno è solo una chiccheria politically correct. Vista la mancanza praticamente totale di principi morali, non ci sorprende l’assenza anche di minimi standard igienici.

E’ prontissimo a scagliarsi contro vitalizi vari e privilegi della casta, ma non perde occasione di criticare l’unica realtà politica che, per ora, sta facendo qualcosa per contrastarli. Viene venduto come personaggio scomodo e politicamente non schierato, ma da bravo giornalista e dipendente di confindustria non si sbilancia mai più di tanto, e gli attacchi più aspri li riserva a chi può creare veramente problemi allo status quo.

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Si professa grande amico dei gay, trans e “froci”. Usa quest’ultima parola affermando di farlo senza negatività ma con simpatia, come quando parla di “puttane” invece di prostitute. Ci sorprende che un giornalista non conosca il concetto linguistico di “connotazione”: certe parole hanno intrinsecamente un uso negativo o positivo da cui non si può deviare. Se poi consideriamo la sua famosa asta per la sua (presunta) virginità anale, in cui affermava che si sarebbe concesso per 200 mila euro, ci viene qualche dubbio sulle sue posizioni gay friendly. (chiedere di farsi pagare cifre spropositate per fare qualcosa di normale per un gruppo di persone che affermi di avere in simpatia non è proprio il massimo; come se dicessi ad un mio amico appassionato di Jazz che verrei ad un concerto con lui solo se mi regalasse un Rolex)

Essendo poi buona parte degli ascoltatori della Zanzara composta da rinomati ed esperti puttanieri, Cruciani si erge a paladino dei clienti delle prostitute e promotore della riapertura delle case chiuse. Nelle sue analisi manca però un aspetto fondamentale della questione: lo sfruttamento. A suo parere le “puttane” sfruttate sono poche, e comunque non sta al cliente preoccuparsi di certe cose. Ignorare la terribile schiavitù a cui sono sottoposte tante donne, finanziata dai tanti “miserabili” della Zanzara, pregiudica anche ogni suo discorso su un’eventuale (sacrosanta) legalizzazione.

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Compagno di merende di Salvini, anche Cruciani vede nell’islam una religione intrinsecamente violenta e sessista. Ripete infatti giornalmente in diretta il sillogismo cretino del “gli attentatori ultimamente sono islamici, quindi gli islamici sono tutti potenziali attentatori”. Fargli notare le tante realtà pacifiche e progressiste nell’enorme universo islamico di oltre 1 miliardo di persone, o i cristiani terroristi e buddisti guerraioli nel mondo, è utile quanto spiegare la fisica quantistica ad Antonio Razzi.

A dir la verità è possibile trovare anche qualcosa di positivo in questo personaggio. La sua posizione radicalmente critica verso le ingerenze del Vaticano è purtroppo un’eccezione nel panorama giornalistico italiano. E come per Parenzo non si può evitare di apprezzare le sue capacità comiche e di intrattenitore, le quali sono certamente alla base del grande successo della Zanzara. Speriamo quindi che concentri il suo divertentissimo programma radiofonico esclusivamente sui suoi famosi scherzi telefonici, gli esilaranti interventi dei peggior camionisti d’Italia, e le approfondite indagini scientifiche su bizzarre pratiche di squirting, lasciando l’informazione e il giornalismo a persone più competenti.

(Per altre psicoanalisi dei peggior personaggi italici seguiteci pure su Facebook o Twitter )

6 thoughts on “(Psico)Analisi del peggior giornalista d’Italia

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