Le Case Magdalene: la fossa comune della chiesa cattolica trovata in Irlanda

Mentre in Italia continuiamo ad aprire telegiornali con notizie sulle recenti uscite del papa – come se ci fossero bisogni di aggiornamenti sulle linee guida di un’istituzione immutata dallo Scisma d’Oriente- in Irlanda il cattolicesimo è ormai moribondo da qualche decennio*. Continuano però a uscire fuori i tanti scheletri nell’armadio che la chiesa cattolica ha lasciato nei tanti anni di monopolio culturale ed economico nell’Emerald Isle.

Più che scheletri nell’armadio bisognerebbe dire sottoterra: 133 corpi sono stati ritrovati in una fossa comune in una delle tante case Magdalene dove cercavano rifugio le “fallen women” (donne rimaste incinta al di fuori del matrimonio, o anche solo sospettate di aver avuto rapporti). La cosa non sarebbe neanche saltata fuori se non fosse per il vizietto non proprio pio delle sorelle di giocare in borsa, il quale le costrinse a vendere il pezzo di terra dove il costruttore trovò poi i tanti scheletri delle ragazze.

La cosa non è di certo rimasta in secondo piano, come succede qui in Italia per i vari casi di pedofilia, ma ha riacceso il dibattito sui tanti crimini della chiesa cattolica in Irlanda, culminando con le scuse ufficiali del primo ministro irlandese nel 2013 e con  compensazioni da parte dello stato.

La chiesa ovviamente si rifiuta invece di sborsare soldi e nega ogni colpa, anche quando le sue responsabilità sono palesi: prima con il monopolio sulle scuole negava qualsiasi tipo di educazione sessuale, poi stigmatizzava le fallen women a tal punto da farle rinnegare dalle loro famiglie, costringendole quindi a cercare rifugio nelle sue case Maddalene, dove infine venivano schiavizzate nelle lavanderie. Se poi consideriamo che queste lavanderie avevano contratti con la Guinness, prestigiosi Golf Club, Hotel e imprese governative, abbiamo un business model da far invidia a Deliveroo e Uber.

Ovviamente non una parola nei vari media italiani, dove invece le dirette per il discorso dell’Angelus domenicale e per le gita fuori porta di Bergoglio sono cosa buona e giusta.

*Periodo che corrisponde con il boom economico, confermando quindi l’ovvia correlazione inversa tra benessere economico e religiosità. Correlazione da tenere però sempre presente quando bolliamo come retrograde popolazioni dove l’acqua corrente è un lusso, e dove un libro di Dawkins è più utile come combustibile che come mezzo di emancipazione culturale.

 

 

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