Come viaggiare gratis usando Workaway: qualche consiglio da un host

Anche te hai sentito tante belle cose su Workaway – il sito internet che permette alla gente di trovare volontariati più o meno temporanei in giro per il mondo e viaggiare con vitto e alloggio pagato –  e hai deciso di iscriverti. Hai pagato l’iscrizione di 30 euro, hai completato il tuo profilo e hai subito iniziato a scrivere a fattorie di lumache in Irlanda, eco-hotel vegani a Berlino e comunità di monaci in Tanzania, solo per poi mettere alla prova la propria pazienza ancora non Zen ricevendo la stessa identica risposta negativa (eh si, Workaway da a noi host delle belle risposte già pronte da usare a seconda delle varie situazioni).

Essendo un host su Workaway da qualche anno ormai, proverò a darvi qualche consiglio per le vostre “application” e aumentare le vostre probabilità di ottenere la tanto bramata posizione di volontario non pagato.

Spelling e paragrafi

Un bel no brainer, un’ovvietà, però è incredibile il numero di application che ricevo piene di errori di ogni tipo. Ovvio che non c’è bisogno di sapere il past perfect per spalare sterco di cavallo alla nostra farm, ma ricevendo tante richieste non posso passare troppo tempo a leggerle e interpretarne il contenuto. In inglese il “paragraphing” è ancora più importante che in italiano, ed è fondamentale in un application se si vuole aumentare la propria leggibilità e assicurarsi che il potenziale host ne arrivi alla fine.

Usare lo spell checker è ormai semplicissimo, anche all’interno degli stessi browser, e il fatto che voi non siate in grado o non abbiate voglia di prendere questo “extra” step marca veramente male.

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Interessante la storia della tua vita, ma come pensi di aiutarci?

E’ un po’ un cliché delle applications, ma è vero che si tende spesso a  concentrarsi troppo su se stessi e non sul contributo che stiamo offrendo a aziende o host. Ricevo tante di quelle applications con lunghe storie dettagliate su bellissimi viaggi esotici, descrizioni della propria filosofia di vita alternativa o di diete vegan organic raw, senza un minimo accenno di come si pensa di essere di aiuto nella nostra farm. Ovvio che preferiamo incontrare e ospitare gente interessante, ed è stato bellissimo avere a che fare con hardcore backpackers, food bloggers alternativi, musicisti jazz ubriaconi o flessibili istruttrici yoga vegane. Però bisogna sempre ricordare che, alla fine, siamo su workaway perché ci serve qualcuno che sappia spalare sterco come si deve e con passione.

Pictures Please

Un altro no brainer, certo, però ricevo tantissime richieste da profili con foto di fiori anonimi, ritratti del proprio cane o gatto, quando vorrei solamente avere una vaga idea della faccia della persona che dovrò ospitare. Che foto vanno messe? Se stai mandando richieste a fattorie o a posti che comportano lavoro fisico, metti foto in cui stai facendo qualcosa di manuale, dimostra insomma in qualche modo che sai cambiare una lampadina rotta o avvitare un bullone insomma.

Per il resto usa il buon senso e lascia le tue foto con cannoni d’erba e pipe per il crack sul tuo gruppo Whatsapp.

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Temi floreali sembrano essere molto popolari per qualche motivo..

Offri una conversazione face to face

Come quando si manda un’application per un lavoro, fa sempre bella impressione cercare di essere propositivi e offrirsi per una chiacchierata. Chi lo fa mi dimostra di essere veramente interessato a fare un po’ di farm work e spalare sterco, oltre ad offrirmi un modo per semplificare di molto lo scambio di informazioni necessario tra host e workawayer.  (Invece di scambiarsi 20 email, con 15 minuti su Skype ci si conosce un minimo e si risponde alle varie domande che si hanno)

Dimostra di essere indipendente

Gli host sono su workaway perché vogliono ridurre il quantitativo di lavoro che hanno, non aumentarlo. I workawayer possono essere utilissimi ma inevitabilmente generano del lavoro “manageriale” extra che spesso può anche controbilanciare i benefici: i volontari si possono perdere, non sanno come funziona la differenziata, come prendere una scheda sim del posto, dove buttare il prezioso sterco di cavallo e così via. Quando guardo a un’application mi chiedo se la persona sarà in grado di ridurre il mio quantitativo di lavoro o avrà bisogno di così tanta attenzione da essere addirittura un peso.

Se dimostri di essere bravo a risolvere da solo i problemi che il vivere fuori casa comporta sarò quindi molto più propenso ad aprirti i cancelli arrugginiti della nostra farm. Specifica di essere indipendente (quando necessario), di saperti lavare i panni da solo, di saper usare google maps per andare da punto A a punto B senza dover contattare il tuo host ogni volta che ti perdi. (Sembrerà strano, ma sono in molti i workawayer che si rifiutano di usare apps e preferiscono perdersi ad ogni occasione)

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“Google maps è troppo uncool, chiamiamo il nostro host”

You can’t spell Workaway without Work

Penserete ora che sono solo un vecchio contadino brontolone ma, come si può vedere nelle foto e recensioni della farm, non sono vecchio. Volevo semplicemente far notare che noi hosts riceviamo molte richieste e che, mentre i workawayer sono spesso in “travelling mode”, noi abbiamo un’impresa da mandare avanti e che quindi anche la selezione di volontari è una cosa seria. Workaway è un bellissimo strumento, sia per gli host che per i volontari, ed è un peccato vedere molte persone non utilizzarlo come si deve.

(Per altre storie dal nostro vecchio contadino brontolone, seguiteci su Facebook o Twitter)

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