Esperimento sociale: la nascita documentata di una fake news

Dopo che qualcuno ha commentato indignato il mio recente post Facebook sulla Merkel – scambiando per vera una storiella palesemente comica e completamente inventata da me – mi è venuta un’idea un po’ perversa.

Si parla molto di fake news, quelle che un tempo si chiamavano con il termine più calzante e dispregiativo di bufale, ma non si sa molto su come certe notizie nascano e si diffondano. Ho pensato quindi di provare a creare una bufala dal nulla, cercando di renderla il più appetibile possibile e rispettare gli standard etici delle bufale storiche. La bufala che mi inventerò deve quindi:

  • Fare presa su qualche odio ben diffuso (i parcheggiatori abusivi e le strisce blu) e sul sogno di arricchirsi facilmente
  • Non avere nessun link o citazione
  • Essere fake al 100%
  • Offrire un fact checking facilissimo (un minimo di ricerca sulla notizia porterebbe a questo post, pubblicato poco prima della bufala)

Per cercare di diffonderla posterò la bufala su Facebook e Twitter, per poi spammarla su vari gruppi e forum old school. Qualcuno ci cascherà? Verrà condivisa, diventerà virale, magari con piccole modifiche come altri memes [link] e leggende metropolitane? Insomma, cosa ha in serbo il futuro per l’affabile parcheggiatore del BioParco di Foligno? Al webbe l’ardua sentenza.


La storia del parcheggiatore del BioParco di Foligno diventato milionario

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Per oltre due anni i visitatori del BioParco di Foligno venivano accolti da un affabile signore sulla cinquantina, il quale usciva dal suo gabbiotto per indicare dove parcheggiare e rilasciare i tagliandi per il pagamento.

Il signore non prendeva mai un giorno libero ed era ormai diventato naturale vederlo arrivare in bicicletta sorridente al suo gabbiotto, dove era solito leggere il giornale e salutare i visitatori. Quando un giorno, senza preavviso, non si presentò a lavoro quelli del BioParco si preoccuparono. Il direttore del BioParco chiamò il comune per chiedere spiegazioni e l’invio di un sostituto. Dopo una lunga ricerca, l’addetto del comune rispose che non capiva a cosa si riferisse, in quanto il parcheggio era di pertinenza del BioParco.

I carabinieri giunti sul posto scoprirono quindi che le strisce blu non erano del comune e che  il gabbiotto era stato posizionato dallo stesso parcheggiatore, il quale incassava tutti e quattro gli euro da ognuna delle cento e passa macchine parcheggiate dei visitatori giornalieri.

Non si conosce ancora l’identità del parcheggiatore ma qualche visitatore abituale del BioParco afferma che è ora a Tenerife a godersi la meritata “pensione” in una villa sotto il sole tropicale delle Canarie.

2 thoughts on “Esperimento sociale: la nascita documentata di una fake news

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