La cultura dello stupro selettiva riassunta in due vignette

C’è stupro e stupro qui in Italia, basta analizzare le ultime due creazioni dello pseudo vignettista Ghisberto per rendersene conto. 

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Nella prima forbita vignetta  l’artista cerca di comunicare il suo disprezzo verso la mancanza di pene severe per gli stupratori: anche se la gang di Rimini meriterebbe di essere appesa per le palle, verrà solamente mandata in qualche centro di recupero, probabilmente gestito da qualche prete pervertito*.

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Passano pochi giorni ma è possibile riscontrare un profondo cambiamento interiore dell’artista. Nella seconda vignetta notiamo infatti che, se gli stupratori sono italici e carabinieri, bisogna ritornare alla normalità, mettersi sulla difensiva, contestualizzare gli eventi, ed eventualmente dare sfogo alla propria immaginazione tirando fuori ipotetiche assicurazioni anti stupro. Il fatto che basti una ricerca su Google di 5 secondi per svelare la fake news non sembra essere importante** 

Voglio però provare a suggerire una terza vignetta al sommo artista:

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Perché si potrebbe dire che uno stupro fatto da carabinieri in servizio, mentre rappresentano quindi le stesse istituzioni che dovrebbero difenderci, sia peggio di uno stupro di una gang in spiaggia. Ma così dicendo starei anche io contestualizzando uno stupro, e certe cose è sempre meglio lasciarle a vignettisti cerebrolesi.

P.s.

Mi informano che Ghisberto ha tirato fuori una nuova vignetta dove il carabiniere viene ritratto con accanto una ragazza seminuda, sorridente e con cuoricini indirizzati al militare. Basta sentire la Zanzara questi giorni per capire che sono in tanti a credere che ci fosse un gran consenso delle americane e che i carabinieri hanno solo il (quasi) difetto italico di essere un po’ donnaioli.

*Riferimento non proprio velato al prete che ha portato dei rifiugiati in piscina qualche settimana fa. Atto vile e riprovevole, ovvia espressione di una natura perversa.

**la mia storia dell’affabile parcheggiatore di Foligno ha dimostrato quanto una fake news possa diffondersi anche quando l’autore stesso specifica la natura fittizia del tutto

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