Alla scoperta del filosofo Diego Fusaro

Non si può che essere felici dopo aver scoperto l’esistenza di un personaggio televisivo come Diego Fusaro. Prima di qualche suo intervento a La Zanzara,  procedevo la mia triste vita senza coltivare la speranza che un soggetto simile potesse fiorire nella misera realtà della televisione italiana. Diego è invece un simpaticissimo ossimoro vivente: filosofo, belloccio, giovane e…marxista. Sì, Diego si definisce orgogliosamente marxista nel 2017, incurante del fatto che il termine era già diventato demodè negli anni 80.

Se i 99 posse, negli anni 90, cantavano “sono comunista e talmente fuorimoda, talmente fuorimoda che ballo il twist”, Diego nel 2017 si vanta di essere esperto di Mazurka

Ma lui resiste imperterrito, diventando sempre più popolare, tanto da sembrare presenza fissa in tanti dei talk show dei principali canali. Qui espone pacatamente le sue critiche all’incontrastata avanzata del capitale globalizzato, parlando del centro finanziario di “Nuova York”*, di dialettica hegeliana, il tutto citando Gramsci e “Aristotile” a gente come Vacchi e Briatore.

 

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A volte colpevole di simpatiche supercazzole, tanto da giustificare la creazione di un generatore a lui dedicato, dispensa però perle di saggezza tipo questa:

Il peggior giornalista di sempre David Parenzo: Cosa ne pensa delle cosiddette gangbang?

Diego Fusaro: sono forme, a mio giudizio, di squadrismo erotico post borghese, post proletario dove vi è soltanto l’individuo gaudente che non instaura forme di comunità solidale ma che anzi instaura forme di godimento narcisistico e acefalo, dove il rapporto è volto solo al godimento illimitato dell’individuo, sicché è l’emblema perfetto della società del consumo illimitato che è una società dove la comunità non esiste e ci si relaziona solo in nome dell algida geometria del do ut des dove essenzialmente si è competitors. Ci si relaziona all’altro solo per massimizzare il proprio profitto individuale
(La Zanzara 3/11/17)

Chapeau. Starà forse recitando il personaggio solo per vendere libri e fare soldi? Il filosofo ci ricorda la storia del primo dei filosofi:

David Parenzo: ma lei vuole guadagnare di più, le piacciono i soldi?

Diego Fusaro: L’antico Talete si appropriò dei frantoi della zona per poi affittarli quando l’annata era buona e dimostrò che i filosofi, se volessero, potrebbero arricchirsi. Ma non è ciò che cercano, perchè i filosofi cercano la verità, e la verità è indipendente dal denaro(La Zanzara 3/11/17)

Il vile dinaro non è dunque tra i suoi fini ultimi, speriamo però almeno che la crescente popolarità spinga edotte donzelle da tutta Italia a portare qualche distrazione dai continui sforzi intellettuali del nostro nuovo filosofo preferito.

*Secondo Diego, bisogna sempre scegliere l’ortografia più desueta e preferire i termini arcaici, in modo da preservare la lingua, evitare contaminazioni esterne ed infoiare a sufficienza le universitarie all’ascolto.

2 thoughts on “Alla scoperta del filosofo Diego Fusaro

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