Terroni Fancazzisti e Reddito di Cittadinanza

Se per sminuire il successo del M5S si rispolvera la storiella del terrone fancazzista e dell’ imprenditore settentrionale significa che stiamo proprio alla frutta. Anche perché basta un minimo di ricerca per scoprire che è la flat tax leghista/berlusconiana ad essere una mancetta populista elettorale: esiste in pochissimi paesi, dalle economie non proprio esemplari, ed è malvista dalla stragrande maggioranza di economisti.

Il reddito di cittadinanza, con terminologie e forme diverse, è invece sulla bocca dei vari Musk, Zuckenberg e compagnia bella, oltre che a premi Nobel dello spessore di Krugman e Diamond (che qualche idea sulle coperture dovrebbero averla). Le argomentazioni sono più o meno simili: la crescente automazione e/o diseguaglianze economiche renderanno necessario garantire un reddito minimo a tutti per redistribuire la ricchezza e/o mandare avanti la baracca sostenendo i consumi.

Terroni fancazzisti…finlandesi

Se poi ci aggiungi l’ovvio appeal di un mondo dove un licenziamento o una malattia non implichi un trasloco a tempo indeterminato sotto al ponte più vicino, si capisce il grande successo che l’idea di un reddito di cittadinanza sta avendo. Anche tra l’élite imprenditoriale globale, fatta non proprio di terroni fancazzisti.

(Non fare l’imprenditore settentrionale e segui Lingua Franca su Facebook e Twitter)

 

 

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